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Contro l’ignobile tentativo di renderci schiavi

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI

 

Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

 […]

 Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5

Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

[…]

 Il ddl Calabrò sul testamento biologico (approvato già in Senato) non solo sottopone il diritto dello Stato italiano al diritto canonico del Vaticano, ripetendo così una tradizione medievale per cui la chiesa dispone e il sovrano esegue – ma rendendo indisponibile a sé stessi la propria persona – configura una riduzione in schiavitù, assoggettando la libertà dell’individuo a precetti religiosi, quali che siano i suoi convincimenti, sottoponendolo alla volontà di un sovrano straniero. Con ciò contraddicendo anche un successivo articolo della stessa Dichiarazione:

Articolo 18

Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.

 

Nessuna maggioranza può legiferare contro i fondamenti dei diritti universali con norme illiberali, e se lo fa compie un’azione illegale, non valida di per sé, per cui l’appello alla giustizia e alla ribellione sono garantiti dalle stesse norme internazionali.

 

News .07 di Ti conzero/steppa.net

 

 

 

 

 

 

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Scienza&Società – Contributi di Autori Vari

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Spettri musicali di Pasquale Pignalosa

  • 12. Due musicisti dell’Est : Arvo Pärt e Alfred Schnittke – prima parte

Quarta pagina – segnalazioni

  • EbookEbookEbookGiovanna Corchia, Lire la poésie. La Terre est bleue comme une orange. Paul Éluard [français]
  • Mostra fotografica di Mauro Centi – WINDOWS=ERTSENIF. Lo sguardo delle città. Torretta Valadier, Ponte Milvio, Roma – 28 aprile – 5 maggio 2001

 

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Un nuovo ebook di Giovanna Corchia

 

 

 

La Terre est bleue comme une orange.

Paul Éluard: Lire la poésie.

Mostra fotografica di Mauro Centi

Lo sguardo delle città

[live at Torretta Valadier]

[Ponte Milvio / Roma]

28.04 /05.05

duemilaundici

feriali 17.30 / 22.00

sab.dom 10.00- 13.oo / 17.00 – 22.00

info: 336.536266 – 347.2987059

Lettera aperta al professor Luciano Maiani, presidente del Cnr

di Cecilia M. Calamani [27 mar 2011]

Egregio professor Maiani,

le Sue precisazioni sulle dichiarazioni rilasciate a Radio Maria dal professor Roberto De Mattei, vicepresidente del Cnr, in merito alla natura divina del terremoto che ha colpito il Giappone hanno in parte lenito lo sdegno di tutta la comunità scientifica nazionale e di quanti hanno intravisto in quelle affermazioni una evidente incompatibilità con il ruolo istituzionale che il professor De Mattei ricopre all’interno dell’ente da lei presieduto. Tuttavia, prendere le distanze da quell’intervento non è sufficiente.

Lei scrive: «Ferma restando la libertà di espressione quale bene garantito dalla nostra Costituzione, si precisa che i contenuti dell’intervento del prof. de Mattei non coinvolgono in alcun modo il CNR, che l’intervento non è stato reso nella sua veste di vicepresidente dell’Ente e che il contesto in cui esso è stato reso è estraneo alle attività e alle finalità del CNR».

La libertà di espressione di ogni cittadino è salva, ci mancherebbe. Ma il professor De Mattei, proprio per il ruolo che ricopre nel più prestigioso ente di ricerca nazionale, non può rilasciare dichiarazioni antiscientifiche alla stregua di un comune cittadino. E se vuole farlo deve rinunciare al suo incarico istituzionale, in evidente contrasto con le sue affermazioni.

D’altronde, e Lei lo sa bene, il professor De Mattei non è nuovo a questo tipo di posizioni. Come non ricordare il convegno antievoluzionista del 2009 da lui stesso organizzato a Roma, i cui atti furono pubblicati, con il contributo economico del Cnr, nel volume dal titolo “Evoluzionismo: il tramonto di un’ipotesi”?

In quell’occasione il professor De Mattei rilasciò altre dichiarazioni che è difficile, in questo momento, non rivalutare: «Dal punto di vista della scienza sperimentale entrambe le ipotesi sulle origini, sia l’evoluzionista che la creazionista, sono inverificabili. Su questi temi ultimi non è la scienza, ma la filosofia, a doversi pronunciare». E ancora: «Credo che Adamo ed Eva siano personaggi storici e siano i progenitori dell’umanità»; «trovo incredibilmente incoerente che ci si possa dichiarare cristiani ed evoluzionisti».

La fede personale del professor De Mattei influisce sulla sua capacità di valutazione critica della realtà, in pieno contrasto con i fondamenti del metodo scientifico. C’è da chiedersi in base a quali titoli accademici gli sia stato conferito un ruolo tra i più prestigiosi per la ricerca scientifica italiana.

Professor Maiani, l’Italia ha già le sue difficoltà a promuovere e sostenere la ricerca scientifica ma in questo caso ne va di mezzo la credibilità stessa che riscuotiamo presso la comunità scientifica mondiale. Le rammento, a tal proposito, un brano della lettera a Lei indirizzata da Jerry Coyne, professore del Dipartimento di Ecologia ed Evoluzione dell’Università di Chicago, a proposito della pubblicazione di quel volume:

«[…] Pensi che sia decoroso per un rispettato consesso di scienziati promuovere e sostenere sfacciate falsità come quelle promulgate in questo libro? (Devo proprio ribadirti che i dinosauri non morirono 40.000 anni fa, né che gli strati geologici siano il prodotto di un’improvvisa inondazione planetaria?). Davvero, è come se il CNR sostenesse la teoria della terra piatta, o che le malattie siano prodotte dagli spiriti maligni. E realmente tu pensi che il rifiuto del CNR di pubblicare simili assurdità sarebbe da considerare una censura? Io lo chiamo “buona scienza”. Sarebbe “censura” per la tua organizzazione rifiutare di pubblicare un libro che sostiene che la terra è piatta? Il creazionismo è equivalente a questo.
[…] Non avrei pensato che un simile problema sarebbe venuto fuori in Italia, specialmente in una rispettata organizzazione come il CNR. Come biologo evoluzionista ho a lungo combattuto il creazionismo, ti esorto a condannare questo ridicolo volume, non a sostenerlo.
E’ imbarazzante per la scienza italiana o meglio per la scienza tutta».

Alla luce delle ultime dichiarazioni, la presenza del professor De Mattei alla vicepresidenza del Cnr non è solo imbarazzante, ma insostenibile.

Non basta, dunque, prendere le distanze. Bisogna rimuoverlo dal suo incarico, prima che un ente di indiscusso prestigio come il Cnr, e con esso l’Italia tutta, perda credibilità agli occhi dell’intera comunità scientifica mondiale.

Con stima,

Cecilia M. Calamani
direttore responsabile Cronache Laiche

Libia e dintorni

Mi sono chiesto che cosa vorrei se invece che in Italia fossi in Libia, dalla parte di quelli che vogliono abbattere una tirannia familiare omicida.

C’è un limite, per me che mi considero pacifista e che odio la guerra, oltre il quale è legittimo battersi con qualsiasi mezzo.

C’è un diritto, quello di ribellione a una dittatura, che nessuno può comprimere.

Se mai il mio Paese cadesse in mano a una dittatura, avrei il diritto di oppormi e di ribellarmi; soprattutto se la ribellione avvenisse in nome della democrazia e non di un tirannia sostitutiva. E se ciò accadesse, certo non considererei con benevolenza se all’estero cominciassero a invocare questa o quella opportunità e persino questo o quel valore per lasciarmi solo di fronte a un potere omicida più forte. Non chiederei che altri combattano al mio posto: appartengo al mio Paese e sono i miei concittadini che debbono deciderne il destino con un libero voto. Ma certo chiederei solidarietà e sostegno, anche militare se necessario, e mi appellerei all’ONU, sperando che le dinamiche di potere internazionali non gli impediscano di intervenire, ristabilendo quella legalità che la Carta dei diritti umani sancisce per tutti.

Insomma, c’è un diritto di reciprocità, che non può valere per me in caso di bisogno e non per gli altri.

Oggi la realpolitik non può più giustificare il non intervento e le buone relazioni con i dittatori, ma solo la possibilità o meno – considerando il limite di un mantenimento della pace su scala globale e i rapporti di forza – di intervenire contro i regimi dittatoriali. Non “esportando la democrazia”, che è una vera e propria mascalzonata, ma favorendone la nascita, se un popolo si ribella chiedendo di prendere nelle sue mani il proprio destino all’insegna della libertà.

Il fatto che nel passato, anche recente, ci siano stati stragi e genocidi avvenuti nell’indifferenza degli organismi internazionali e del consesso degli stati democratici rappresenta un disonore per loro e per noi tutti, ma non giustifica un mancato intervento oggi, se questo è possibile. O forse è meglio allungare la lista delle mancate occasioni per allargare l’area della democrazia, se masse di popolo si battono per chiederla?

Rileggiamoci la Dichiarazione dei diritti umani del 1948: non sono quelli i valori da perseguire?

Poi, certo, ci sono il petrolio o le ricchezze minerarie e gli affari puliti o  loschi che muovono multinazionali e governi. Ma nessuna considerazione e analisi delle vere intenzioni che sono dietro la politica di uno o più governi sullo scacchiere internazionale può mettere tra parentesi le ragioni sopra invocate.

La linea di tendenza è importante: ogni dittatura in meno, piccola o grande che sia, è un successo per l’umanità.

 

News .06 di Ti con zero /steppa.net

 

Segnaliamo le nuove news n. 06 di  Ti con zero /steppa.net

 

 

 

  • Bioculture di Antonio De Marco 

58. La saggezza

  • Cronache di politica economica

24. Uno spettro si aggira per l’Europa

  • EPS – EconomiaPoliticaSocietà – Contributi

19. Luciano Gallino, La scomparsa dell’Italia industriale di Mario Boyer

  • EPS – EconomiaPoliticaSocietà – Contributi

20. Revolutions by Faranguis Habibi

  • Cultura&Società di Giovanna Corchia

51. Edward Bond, La compagnia degli uomini

  • Recensioni di saggi di PierLuigi Albini

121. T. Manco, Street Sketchbook Journeys

122. S. De Gregori, Banksy. Il terrorista dell’arte

123. P. Echaurren, Crhomo Sapiens

  • Quarta pagina e segnalazioni

Indice di tutte le Rubriche / Un nuovo racconto breve di Daniela Piegai:

                                                                                         ► Seicentodieci

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Ti con zero/steppa.net – 05

 

 

 

 

 

 

Nuove news di  Ti con zero /steppa.net

 

  • Scienza &Arte di Paolo Manzelli 

37. Crisi del superamento del meccanicismo nella evoluzione della comunicazione

  • Contributi di Autori Vari

27. Il Risorgimento della scienza di Giovanni Boaga.

  • Democrazia&Impresa di Ornella Cilona

7. Gli indicatori finanziari aprono spazi per una maggiore trasparenza delle imprese? 

  • Cronache di politica economica di Gianni Camarda

23.  L’economia prende la scossa

  • Note critiche di Luigi Agostini

5. Dopo Mirafiori: bilanci e prospettive

  • EPS – Contributi di Autori Vari

18. Studenti e Facoltà diseguali di Loris Vergolini e Nadir Zanini

  • Cultura&Società di Giovanna Corchia

50. Non dire notte di Amos Oz

  • Altrove e Dintorni di Emanuela D’Alessio

8. A cosa servono gli amori infelici di Gilberto Severini

  • Quinta pagina e segnalazioni

Indice di tutte le Rubriche / Segnalazioni:

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Un nuovo articolo di Luigi Agostini

In anteprima di Ticon zero/steppa.net, nella sua rubrica Note Critiche

5. Dopo Mirafiori: bilanci e prospettive (PDF 97KB)

Un nuovo articolo di Gianni Camarda

Nella rubrica Cronache di politica economica di steppa.net un nuovo articolo di Gianni Camarda:

 

 

23. L’economia prende la scossa