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Nuovi articoli su steppa.net

Sono usciti sul sito dell’Associazione culturale Lupo della steppa i primi quattro articoli preannunciati da Ti con zero:

The End

Certo, il titolo del numero di novembre de Le Scienze non è per niente rassicurante, visto che completa il titolo con La scienza della fine. Per fortuna, alla fine del lungo sottotitolo si apre un barlume di speranza, visto che recita Dall’esaurimento delle risorse all’estinzione della specie, dalla fine del tempo a quella della Terra, dalla scomparsa della civiltà umana alla nostra morte individuale, ecco quando a una fine può corrispondere un nuovo inizio. Il problema è se questo nuovo inizio comprenderà o no noi che viviamo ora. Leggeremo.

Comunque, se – a parte il catastrofismo che non condivido affatto – volete dare un’occhiata o fare una riflessione sul futuro più o meno immediato, senza cadere in assurde profezie (che sembrano andare di moda su Internet), approfondendo vari aspetti della realtà che ci circonda, leggete la serie di Labirinti di lettura elencati qui sotto. Non ci sono risposte definitive alle vostre domande, ma un invito alla riflessione corredato dalla recensione di testi che possono darci una mano a scrutare ciò che succederà o sta per succedere. Il presente/futuro non sono per niente tranquillizzanti, ma i Labirinti dedicati a questo tema non sono terminati.

  • I. In/out: sul lìmine della civiltà – [Allarme supercapitalismo /La mercatizzazione del mondo (Giorgio Ruffolo) / L’altra faccia dell’economia (Loretta Napoleoni)]
  • II. In/out: sul lìmine della civiltà – [Ammonizioni: storie di collassi di civiltà (Jared Diamond) / Conflitti per l’equità (Wolfgang Sachs e Tilman Santarius) / Sviluppo vs decrescita? (Serge Latouche)]
  • III. In/out: sul lìmine della civiltà – [ Una prospettiva (Jacques Attali) /  Riformare la globalizzazione (Joseph E. Stiglitz)]
  • IV. In/out: sul lìmine della civiltà – [Il coraggio di cambiare (Daniele Archibugi) / Dove siamo ora (Paul Krugman e Federico Caffé) / Di mese in mese (Laboratoire européen d’Anticipation Politique)]
  • I. La speranza del bruco. Una prospettiva storico-biologica [Tutto è storia]
  • II. La speranza del bruco. Una prospettiva storico-biologica [La sindrome dell’uomo nuovo: il Novecento /Spigolando nel futuribile]
  • Novità di novembre di Ti con zero

    Sei nuovi articoli

    Lezioni insopportabili

    Questi commentatori paludati che mai guardano nel loro piatto e indicano sempre agli altri le ferree diete da fare, sono insopportabili. C’è chi indica nella virtù e nei tagli al Welfare e all’impiego pubblico inglese un esempio da seguire. Oppure la politica falcidiatrice di Sarkozy. Oppure ancora le azioni del governo della Merkel. A parte il fatto che si tratta di politiche molto diverse tra loro esse hanno però un tratto unificante: ai tagli corrispondono investimenti, nella scienze e nelle tecnologie, nella formazione e nell’ammodernamento produttivo, cioè nel futuro. Ma in tutti quei paesi si parte da una base fiscale sostenuta da una bassa percentuale di evasioni e da un livello fisiologico della corruzione. Quali sarebbero le risorse disponibili in Italia se la lotta all’evasione fiscale fosse fatta sul serio e se corrotti e corruttori fossero colpiti da sanzioni certe e severe? Per non parlare della criminalità organizzata. Qualche centinaio di miliardi di euro: quanto basterebbe per uscire dal declino nazionale, se fossero ben spesi, compresa l’equità fiscale, liberandosi nel contempo dai pidocchi succhiasangue. Invece no: troppo difficile. E poi “disturberebbe” quelli che Erenesto Rossi chiamava “i padroni del vapore”, che sugli esistenti meccanismi da bucanieri campano benissimo. Questo è il cancro che impedisce all’Italia di uscire fuori dalla palude in cui si trova, altro che le “severe politiche di bilancio” di nuovo pagate dal cittadino comune. Traduzione, voi stringete subito la cinghia, noi si vedrà. E se dite di no, siete poco inglesi.

    Sui guai dell’Università e su alcune misure coraggiose da prendere

    Qualche tempo fa sul sito neodemos.it [popolazione, società e politiche] sono state pubblicate in due articoli, firmati da Massimo Livi Bacci e Gustavo De Santis, una sintetica analisi e una proposta per rilanciare l’Università:

    1. http://www.neodemos.it/index.php?file=onenews&form_id_notizia=420

    2. http://www.neodemos.it/index.php?file=onenews&form_id_notizia=426

    Si tratta di considerazioni che affrontano di petto il tema del costo degli studi universitari e di una reale politica da adottare per rendere effettivamente praticabile il merito attraverso l’istituzione di voucher per ogni studente che si iscrive all’università con queste caratteristiche:

     “a) all’immatricolazione, ogni studente riceve un credito che copre una buona parte del suo costo effettivo. E’ una misura universalistica, aperta a tutti i residenti che hanno i requisiti per immatricolarsi, spendibile in qualsiasi università del sistema pubblico;

    b) alla fine di ogni anno accademico, il voucher viene rinnovato per l’anno successivo, ma solo in proporzione ai crediti formativi acquisiti;

    c) lo studente il cui voucher non è stato (integralmente) rinnovato, può continuare a iscriversi, ma pagando di tasca propria la cifra non più coperta dal voucher, ridotto o annullato;

    d) il voucher è assegnato per un numero di anni pari alla durata canonica dei corsi.”

    Si potrebbe così uscire fuori da una situazione di tipo regressivo, per cui chi più ha, paga in realtà meno. Gli articoli sono corredati da dati e non dalle solite chiacchiere. Una proposta su cui riflettere.

    Le nuove News di steppa.net

    Sono uscite le nuove news di steppa.net,  Ti con zero     

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    Ultime recensioni di saggi

    Presentazione

    Perché questo titolo? Beh, è facile. Palomar è naturalmente il personaggio di Italo Calvino che scrutava la realtà cercando di assumere punti di vista inusuali. Asilomar è il posto in cui si riunirono degli scienziati per lanciare un appello sulla necessità di un maggior controllo su tecnologie di avanguardia.

    Però, questo blog non sarà “contro” le tecnologie, non sarà per niente tecnofobico, mentre sarà “contro” il vecchio umanesimo e l’analfabetismo scientifico diffuso.

    Ma sembra anche necessario sottoporre a  critica le tendenze più scatenate che affidano il futuro solo alle tecnologie, senza tenere conto del fatto che se esse modificano profondamente il mondo (interiore ed esteriore), a loro volta sono condizionate da poteri che in genere sfuggono ad ogni controllo e che spesso le impiegano senza tenere conto degli interessi generali.

    Perciò, percorrendo la strada tracciata, sarà necessario tentare di collegare dimensioni storiche allo sviluppo della scienza, al costume e alle mentalità prevalenti, alla cultura in generale.

    L’autore del blog pensa che sia necessaria una “terza cultura”, un post umanesimo, per superare le sfide e le minacce che abbiamo di fronte a noi; e crede, per esempio, che l’esperienza artistica rappresenti una delle forme con cui è possibile appropriarsi e favorire il controllo diffuso delle nuove tecnologie.

    Naturalmente, perchè tutto ciò avvenga è urgente una sorta di “rivoluzione antropologica” e persino una nuova etica.

    Il blog conterrà brevi commenti e recensioni di libri, ma soprattutto le rubriche aperiodiche di un gruppo di autori che scrivono su steppa.net, nonché la segnalazione di pubblicazioni interessanti nella rete.