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Comunicare scienza

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Su Ticonzero nuovi testi di Luigi Campanella sulla rubrica aperiodica Comunicare scienza

 

34. La carta ♦ L’atmosfera urbana

 

 

 

Donne. Racconti al femminile

prescelta

Su Ticonzero una recensione di Anna Maria Curci sulla rubrica aperiodica Il cielo indiviso

 

11. Donne. Racconti al femminile

Autorità e Libertà – Giustizia e Legalità

SceltaSu Ticonzero un testo di Gennaro Iannarone sulla nuova rubrica aperiodica Educazione alla legalità

 

1. Autorità e Libertà – Giustizia e Legalità

La nuova “Nutriceutica”

Scienza e Arte

Su Ticonzero un testo di Paolo Manzelli sulla rubrica aperiodica Scienza e Arte

 

56. La nuova “Nutriceutica”

 

 

Introduzione alla stupidità

Fuori dal coro

Su Ticonzero un articolo di Roberto Vacca sulla rubrica aperiodica Fuori dal coro

 

15. Introduzione alla stupidità

Tavola rotonda su “Città, Cinema e Società”

Disegno e immagine

Su Ticonzero il resoconto di Ghisi Grütter sulla rubrica aperiodica Disegno e Immagine

 

28. Tavola rotonda su “Città, Cinema e Società”

 

 

 

G7 di Taormina: la ‘grande bouffe’ della rete?

EPS

Su Ticonzero un articolo di Michele Mezza sulla rubrica aperiodica EPS – EconomiaPoliticaSocietà

 

107. G7 di Taormina: la ‘grande bouffe’ della rete?

L’Italia del Sì e l’Italia del No. Dietro il voto referendario

EPS

Su Ticonzero un’ampia analisi del voto referendario, un contributo per capire cosa è successo, al di là dei primi giudizi frettolosi e presto archiviati dalla politica, di Fabio Bordignon, Luigi Ceccarini e Ilvo Diamanti sulla rubrica aperiodica EPS – EconomiaPoliticaSocietà

 

106. L’Italia del Sì e l’Italia del No. Dietro il voto referendario

Ancora sullo stadio e dintorni a Tor di Valle di Roma

ProgettoMi chiedo se costruttori e finanzieri, consigli comunali e Regioni (o le Conferenze di servizio) possono allegramente fare finta che non esista una Costituzione e che le interpretazioni della Corte Costituzionale sono carta straccia, assieme ad una giurisprudenza costante. Dov’è lo Stato di diritto?

Recente Sentenza n. 11/2016 della Corte Costituzionale – a proposito di una vicenda riguardante la Campania – che ribadisce quanto contenuto in altre precedenti sentenze e nella giurisprudenza sulla questione della salvaguardia del paesaggio:

[…]

3.3.– L’art. 145 del codice dei beni culturali e del paesaggio è dedicato al «Coordinamento della pianificazione paesaggistica con altri strumenti di pianificazione». Esso, precisando, al comma 3, che «Per quanto attiene alla tutela del paesaggio, le disposizioni dei piani paesaggistici sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti di pianificazione ad incidenza territoriale previsti dalle normative di settore, ivi compresi quelli degli enti gestori delle aree naturali protette», esprime un principio di “prevalenza dei piani paesaggisticisugli altri strumenti urbanistici (sentenza n. 180 del 2008). Tale principio è stato successivamente rafforzato con l’inserimento nella prima parte dello stesso comma 3 – ad opera dell’art. 2, comma 1, lettera r), numero 4), del decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 63 (Ulteriori disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio) – dell’inciso «non sono derogabili da parte di piani, programmi e progetti nazionali o regionali di sviluppo economico», riferito alle previsioni dei piani paesaggistici disciplinati agli artt. 143 e 156 del codice.

Il codice dei beni culturali e del paesaggio definisce dunque, con efficacia vincolante anche per le regioni, i rapporti tra le prescrizioni del piano paesaggistico e le prescrizioni di carattere urbanistico ed edilizio – sia contenute in un atto di pianificazione, sia espresse in atti autorizzativi puntuali, come il permesso di costruire – secondo un modello di prevalenza delle prime, non alterabile ad opera della legislazione regionale.

[…] [qui il link, per chi vuole controllare e/o approfondire]

Per non parlare di una ancora più recente sentenza, depositata lo scorso lugliodel Consiglio di Stato che ha ribaltato le precedenti sentenze del TAR: la tutela del paesaggio è principio fondamentale della nostra Costituzione che non si può subordinare agli interessi di altra natura. [qui il link per chi vuole controllare e/o approfondire]

La Regione Lazio, perciò, non può fare finta di fare l’arbitro imparziale, perché è soggetto in causa e rischia di andare contro la Costituzione.

Progetto Stadio Tor di Valle più Business Park di Roma

ProgettoNon sono i soli Dipartimenti tecnici e l’Assessorato all’urbanistica del Comune di Roma capitale ad aver comunicato alla Conferenza dei servizi la bocciatura del progetto del finanziere Pallotta&C. Una sintesi della presa di posizione si può leggere qui.

Anche la Città metropolitana di Roma ha rilasciato un parere unico che dissente in modo argomentato dal progetto; la presa di posizione integrale della Città metropolitana  si può leggere qui.

Lo Stadio, impropriamente chiamato “della Roma” (rimane di proprietà dei costruttori e la Roma dovrà pagare un affitto, come già è per lo Stadio olimpico) occuperebbe meno del 13% della superficie, il resto sarebbe destinato al commerciale e al business park) per un totale di 1.077.264 mc, pari all’87% della superficie. Per tacere di tutte le altre pesanti e argomentate obiezioni di merito sul progetto fatte dai Dipartimenti del Comune di Roma e della Città metropolitana.

Il Gruppo Territorio Ambiente (GTA) del IX Municipio, per esempio, ha anche sottolineato, tra le altre osservazioni critiche, che:

·        non possono essere gli investitori privati a decidere quali debbano essere le modalità dello sviluppo della Città; la localizzazione di interventi di livello strategico deve rientrare nella funzione decisionale del Comune, quale organo istituzionale titolato a dirigere lo sviluppo della città;

·        non a caso il nuovo Piano paesaggistico regionale (PTPR) destina l’area della golena a “Paesaggio Naturale di Continuità” e solo in piccola parte a “Paesaggio degli insediamenti in Evoluzione”; la Regione Lazio deve spiegare se il nuovo PTPR in approvazione è una cosa seria oppure no;

·        sotto il profilo paesaggistico l’intervento delle torri alte 200 metri produrrebbero un elevato impatto nelle visuali panoramiche, alterando pesantemente lo skyline dall’EUR (Palazzo delle esposizioni e basilica di Santi Pietro e Paolo), peraltro dichiarato centro storico nel PRG del 2008, fino al Gazometro, arrivando a coprire la visuale dall’area Unesco costituita dalle terrazze del Gianicolo, Giardino degli Aranci, Vittoriano, come segnalato dalla Soprintendenza; e anche questo è un tema contrastante con il PTPR.